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Dimensioni scale a chiocciola: come regolarsi

Se stai ristrutturando la tua casa e ti sei appena “imbarcato” nella fantasiosa quanto laboriosa idea della scala a chiocciola, sappi che in rete puoi trovare molte informazioni in merito.

La scala a chiocciola ha da sempre un fascino indiscusso, tanto che fiumi di letteratura sono stati scritti in merito. Ed oggi il web consente un po’ a tutti di prendere visione di una seppur minima parte dei trattati in materia.

Molti romanzi e film celebri hanno un momento cruciale che si gioca tutto in cima o ai piedi di una scala a chiocciola.

In effetti, se guardiamo alle origini ed agli esempi più antichi di scale a chiocciola celebri, ci rendiamo conto che si tratta generalmente di osservare costruzioni davvero suggestive ed anche strabilianti. Pensiamo al noto Castello di Chambord, nella Loira, la cui scala elicoidale con una rampa ascendente ed una discendente è attribuita a Leonardo.

La scala a chiocciola è affascinante al contempo per il suo potenziale volumetrico e per le forme sui generis che interessano i suoi gradini e la ringhiera.

Naturalmente, un conto è una scala a chiocciola, un conto è un groviglio di scalini mal pensati e peggio giustapposti. Tutto va calibrato, con attenzione alla fisica, all’estetica, alle potenzialità dei materiali per la realizzazione, alle circostanze di utilizzo.

Problemi di dimensioni scale a chiocciola e ritrovati architettonici mozzafiato

Se guardiamo alle prime documentazioni di scale a chiocciola, notiamo che esse venivano ideate soprattutto all’interno di alte torri ecclesiastiche, torri del vento, torri con orologio e all’interno dei minareti. I castelli, per l’appunto, ne erano ricchi, dato che in tal modo i posti migliori per le vette potevano essere raggiunti dai militari di guardia. Sempre per ragioni militari, le scale a chiocciola erano appositamente sprovviste di ringhiera, in modo da rendere più difficile all’eventuale nemico il raggiungimento della vetta, consentendo invece la fuga al meglio piazzato soldato di vedetta.

In un’area così ristretta dal punto di vista delle dimensioni, scale a chiocciola significava strategia di attacco e difesa: il soldato che scendeva aveva la destra libera e poteva impugnare la spada, mentre colui che tentava di intrufolarsi non poteva sfoderare la sua arma. Il capo di del malcapitato, inoltre, era proprio a portata di spada, per colui che scendeva. L’assenza di ringhiere, a quei tempi, era pura strategia difensiva, poiché consentiva di respingere in basso il nemico.

Col passar del tempo e l’affievolirsi di questo genere di invasioni, le scale a chiocciola iniziarono ad evolvere, a dotarsi di comodità quali i corrimani e ad avere dimensioni via via più rilevanti e rassicuranti per qualsiasi fruitore.

Dimensioni scale a chiocciola: anima …e corpo

In linguaggio tecnico, l’anima di una scala a chiocciola è l’asse centrale, ove presente.

In generale, ogni scala a chiocciola possiede un perno verticale, asse dell’elica che costituisce la successione degli scalini. Disegno e dimensioni scale a chiocciola richiedono sempre che si reperisca una soluzione appropriata per l’alzata degli scalini, l’altezza dei livelli da collegare e per gli angoli di entrata ed uscita dalla scala. È questo che determina il numero degli scalini, nonché la rotazione – ossia l’angolo – tra di essi.

Le scale a chiocciola, in epoche non particolarmente dedite ad eventi bellici di tipo epico, svolgono la funzione importante di massimizzare superfici e volumi, dal momento che occupano poco spazio, rispetto alle rampe classiche. Esse, fra l’altro, possono anche essere a pianta quadrata, il che le rende adatte ad ogni tipo di costruzione, e non solo alle torri!

Dimensioni scale a chiocciola: come regolarsi

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