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Comfort abitativo e risparmio energetico

La definizione di comfort abitativo indica una condizione di benessere che si crea all’interno di un ambiente in funzione di quattro parametri, ovvero la qualità dell’aria, la temperatura, l’acustica e la luminosità.
Un semplice esempio di assenza di comfort abitativo si ha in inverno quando, stesi sul divano con il riscaldamento acceso, siamo costretti ad utilizzare una coperta perché sentiamo freddo.
Prima di avviare una ristrutturazione o una riqualificazione energetica (indipendentemente che si tratti di una abitazione privata, di un ambiente di lavoro o un edificio ad utilizzo pubblico), è necessario effettuare una analisi approfondita dello stato di fatto al fine di verificare i punti di forza e di debolezza dell’edificio e progettare ogni intervento (strutturale ed impiantistico) che ci permetta di verificare che tutti i parametri raggiungano valori ottimali.

In particolare è necessario verificare i seguenti punti:

Qualità dell’aria: la qualità dell’aria in un ambiente chiuso è di norma peggiore della stessa presente all’esterno, indipendentemente dalla posizione dell’immobile. Questo è dovuto ad una serie di sostanze inquinanti presenti (materiali che rilasciano sostanze inquinanti, CO2 e al vapore acqueo rilasciati dalle persone, sostanze rilasciate dalla cottura dei cibi, gas Radon, muffe …) che si sommano all’inquinamento proveniente dall’esterno. E’ di conseguenza necessario effettuare un ricambio costante dell’aria in ambiente. Mentre negli edifici datati il ricambio d’aria avviene naturalmente a causa della bassa tenuta dei serramenti ed eventuali fori di ventilazione, più ci spostiamo verso una ristrutturazione dell’immobile completa più tendiamo ad isolarci dall’esterno, rendendo indispensabile l’utilizzo di sistemi di ventilazione meccanica, in grado di purificare e ricambiare l’aria automaticamente.

Comfort termico: equivale a quello stato di benessere in cui il soggetto non avverte sensazioni né di caldo né di freddo, definito come condizione mentale di soddisfazione nei riguardi dell’ambiente termico. Ad esempio la temperatura in un locale abitato per essere percepita confortevole in inverno deve essere oltre 20°C, mentre in estate non deve superare i 26°C. Per poter garantire un buon comfort termico in sede di ristrutturazione bisogna progettare adeguatamente i sistemi di isolamento per la protezione dell’involucro dell’edificio e per evitare la formazione di ponti termici che comporterebbero delle perdite di prestazioni.

Comfort acustico: è essenziale intervenire con soluzioni correttive alle strutture opache e trasparenti (murature e serramenti) affinché gli ambienti possano essere protetti dalle fonti di rumore esterne ed interne.

Umidità degli ambienti: regolare l’umidità all’interno delle abitazioni incide in modo significativo sulla salute umana e crea le condizioni per un ambiente insalubre che favorisce la formazione di muffe sulle pareti. Tale regolazione è strettamente correlata al comfort termico e alla qualità dell’aria e si risolve sia migliorando le performance delle strutture che la circolazione dell’aria.

Luminosità: garantire una corretta illuminazione degli ambienti permette di vivere meglio in un ambiente più salutare. La soluzione deve integrare sia l’utilizzo degli apporti esterni (la luce che entra dalle finestre) che sistemi di illuminazione artificiale, cercando di mantenere un valore costante e limitando da un lato l’eccesso di illuminazione naturale e dall’altro un utilizzo di illuminazione artificiale non necessario. A tale scopo possono essere utilizzate schermature solari e sistemi di dimmeraggio automatico.

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